Manco Garibaldi – 10 anni dopo

Un febbraio di dieci anni fa sono stata coinvolta in un progetto partito dall’idea di un gruppo di ragazzi siciliani fuorisede. A maggio ci sarebbero state le elezioni regionali e i candidati erano Totò Cuffaro (rinviato a giudizio nel 2005 per favoreggiamento aggravato alla mafia) e Rita Borsellino (sorella del giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia, e notissima per il suo impegno antimafia). Questi ragazzi mi parlano dell’idea di formare dei comitati in varie città italiane per sostenere Rita Borsellino, mi chiedono se voglio fare parte del progetto e mi affidano il compito di occuparmi del sito web dell’iniziativa. Il logo è un’Italia rovesciata con una freccia che sale verso la Sicilia, e la freccia che torna in Sicilia rappresenta un treno, che riporterà i siciliani fuorisede in Sicilia per le elezioni.
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All’inizio sembra impossibile, come facciamo ad affittare un treno? Ma in mesi di duro lavoro, incontri, comunicati stampa, volantinaggi, raccolta fondi, e molto artigianato, la cartina con l’Italia sottosopra in pochi mesi si arricchisce di tanti puntini che rappresentano le città dove nascono i comitati: Pisa, Roma, Torino, Trento, Bologna, e così via (questa la vecchia homepage: http://ritaexpress.altervista.org/old.php ). Ogni tanto mi arriva qualche mail: aggiungi Forlì, aggiungi Viterbo, aggiungi Pavia. Nelle mailing list che usiamo per tenerci in contatto (non avevamo Facebook) arrivano proposte, idee, informazioni ma anche tanto cazzeggio.
Finché un giorno l’idea del treno diventa realtà: inizia la vendita dei biglietti (5 euro a persona) e il 25 maggio il nostro treno, il Rita Express, parte davvero, da Milano Centrale alle 14.40. Da Pisa e da altre città partono dei treni regionali per raggiungere il Rita Express, che ferma a Parma, Bologna, Firenze, Chiusi, Roma Tiburtina, Napoli C. Flegrei, Salerno, Paola, Lamezia, Villa S.G. prima di imbarcarsi sul traghetto per Messina. È stata una notte indimenticabile, io l’ho passata a inseguire il segnale con la pennetta della connessione per fare live blogging del viaggio (twitter era ancora in fasce), e a urlare dai finestrini del treno sventolando gli striscioni. Ogni fermata era una festa, da Milano a Napoli, fino all’incontro con Rita Borsellino a Villa San Giovanni, e la fermata finale a Palermo (e per l’altra metà del treno a Siracusa).
Un paio di giorni dopo ci siamo svegliati da questo sogno con la brutta notizia che avevamo perso le elezioni. L’amaro in bocca ritorna qualche mese dopo. Si parla di organizzare un campeggio, per incanalare l’energia del movimento in nuovi progetti, ma le iniziative non sembrano più partire dal basso, sembra che qualcuno da Palermo provi a mettere il cappello sul movimento. Non si capisce bene chi prende le decisioni (nuovo sito internet, campeggio), decisioni che sembrano arrivare dall’alto, e la nostra rete scombinata (che era riuscita a fare diventare il treno realtà) non regge. Lavorare di giorno in giorno con persone in tutta Italia per fare crescere un movimento è stata un’esperienza appagante ma anche tristemente istruttiva. Se avessi avuto più tenacia avrei insistito di più per capire come stavano andando le cose, o forse avrei anche io continuato a fare attività politica in altro modo. Mi ricordo le incomprensioni, probabilmente fisiologiche per un movimento così variegato, e una strana sensazione di capire come funzionavano le cose solo a metà. Sembrava ci fosse un modo di fare le cose, un linguaggio, una retorica che non capivo. Forse la politica funziona così, o forse non ero abbastanza “Palermo bbbene” per capire. Forse, semplicemente, era semplicemente retorica, e non c’era niente da capire.
Oggi, dieci anni dopo, mi chiedo chi si ricorda ancora di quei giorni, e spero abbiano un bel ricordo della webmaestra. Io mi ricordo del tempo passato insieme, e di quello striscione, su un treno di mille giovani siciliani ancora increduli perché avevano affittato un treno per davvero, e che diceva:
MANCO GARIBALDI!
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Foto di Michelangelo Zarcone

(a tutti i volontari e compagni di viaggio, in particolare il comitato di Pisa: Tullio, Francesco, Andrea, Luciano, Valentina, Arianna e Gianpiero, a tutti quelli che sono venuti a salutare e ad aspettare quel treno. E a Rita.)
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